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Il progetto

Il progetto Gravisca immersa nasce dalla collaborazione tra Università IULM e Università di Perugia, con la supervisione scientifica della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale e il supporto dell’Aliquota Subacquea Carabinieri di Roma.

Obiettivo principale è lo studio del porto antico di Gravisca attraverso indagini subacquee, rilievi e cartografie, per ricostruire la linea di costa, individuare infrastrutture sommerse e valorizzare un sito unico per storia, commerci e religione nel Mediterraneo.

Tobruk Gravisca

Gravisca immersa

L’antico porto di Gravisca, emporion etrusco legato a culti e commerci con il mondo greco, rappresenta un punto chiave per comprendere le dinamiche interculturali del Mediterraneo antico. Recenti immersioni hanno rivelato strutture sommerse, grandi contenitori in terracotta (dolii) e possibili impianti produttivi, aprendo nuove prospettive di ricerca.

Gravisca immersa si propone di approfondire queste scoperte attraverso rilievi subacquei, mappature del fondale e documentazioni fotografiche e video. Il progetto, condotto sotto la supervisione della Soprintendenza con il contributo della IULM di Milano e dell’Università di Perugia, mira anche alla valorizzazione pubblica del sito, grazie a nuove pannellistiche esplicative dotate di QR code e a un percorso comunicativo innovativo. Centrale è inoltre la formazione: gli studenti sono coinvolti in attività di scavo, schedatura e comunicazione, sperimentando un approccio integrato alla ricerca archeologica.

Un’iniziativa che unisce scienza, didattica e divulgazione per riportare alla luce la storia di Gravisca.

Documenti

Qui puoi trovare tutti i documenti relativi al progetto

Progetto Gravisca – Introduzione

Progetto Gravisca – Relazione 2024

12/11/2024

Progetto Gravisca – Relazione finale 2025

21/10/2025

Criminologia in prospettiva – AICIS

Mediterraneo. Tra predazione e buone pratiche. Un esempio di conoscenza
per la conservazione: il progetto “Gravisca immersa” – prof. Filippo Avilia